Modificare la User Interface senza disorientare l’utente finale?

Studio della User InterfaceVi siete mai chiesti cos’è che fa la differenza nel rendere agevole, talvolta anche gradevole, l’utilizzo di un software agli utenti finali che ne fanno utlilizzo? ..considerando che scrivo questo bog principalmente per un pubblico di addetti ai lavori spero proprio che la vostra risposta si avvicini ad un chiaro e deciso SI!

Se così non fosse… haimè l’unica cosa che posso dirvi è: male… veramente molto MALE!

Lo studio e la cura della user experience è una di quelle attività fondamentali che possono fare di un piccolo mucchio di righe di codice (su via un po’ di ironia :P) un software di successo!

Questa mattina, come consueto ormai, mi sono diretto su un motore di ricerca (uno a caso!?!) ed ho notato che per l’ennesima volta qualcosa è cambiato…

Google, in questo caso ma come molti altri, ci coccola da svariati anni con piccole modifiche ed accorgimenti alla UX (piccole per modo di dire visto che nascondono interminabili e complesse attività di profilazione utente) atti a migliorare la navigabilità nel sempre crescente set di funzionalità che ci offre.

Questa mattina è stata la volta del menu di navigazione presente sulla sinistra della pagina dei risultati, che è scomparso in favore di una meno invadente barra orizzontale appena sotto l’area di ricerca

Google nuova interfaccia grafica per la ricerca

La cosa sulla quale vogli portare oggi l’attenzione è che queste modifiche, quando necessario, sono spesso organizzate in più step in modo da non disorientarci. Prima di spostare un elemento fondamentale, come può essere un menù di navigazione, dovrebbe essere corretto domandarsi quanto questa scelta possa impattare sulle abitudini dell’utente finale ed in caso di probabili conseguenze negative organizzare lo spostamento in più step.

In altri casi, quando magari la modifica è imminente e non si hanno i tempi o il budget per poter programmare questi step intermedi, una valida alternativa puo’ essere aggiungere un menu-guida interattivo (maestro incontrastato in questo campo è Facebook.com) che ci guidi passo passo nel comprendere dove e perché siano stati spostati o aggiunti ulteriori elementi interattivi.

Voi cosa ne pensate? ..ma soprattutto quanto ci pensate prima di stravolgere le vostre UI ogni qual volta sia necessario o richiesta l’introduzione di nuove funzionalità?

Intanto grazie Google per non farmi uscire di senno ogni giorno! 🙂

ITIL – IT Infrastructure Library

ITIL (IT Infrastructure Library) è un framework di best practice consigliate per garantire il miglioramento dei servizi e delle strutture coinvolte nei processi IT e che, a differenza di altri, non si presenta come un modello teorico ma pittosto come una raccolta di metodologie che hanno dimostrato “sul campo” di migliorare la qualità di tali servizi nonchè i mezzi necessari a supportarli nel tempo.

La prima versione del framework, al tempo non ancora conosciuta con questo nome, fu rilasciata verso la metà degli anni ’80 e nacque dalla richiesta dal Governo Britannico che, non considerando sufficientemente valido il livello qualitativo dei servizi IT erogati, incaricò la CCTA (Central Computer and Telecommunication Agency) oggi nota come Office of Government Commerce (OGC), per ottimizzare l’efficienza ed il costo delle risorse IT.

ITIL v1 è poi successivamente evoluto prima nella versione 2 (con la quale raggiunse l’approvazione dei più nel mondo IT) nei primi anni del 2000 e poi nella 3 nel 2007.

La v3 si basa su un approccio basato sull’intero Ciclo di Vita dei Servizi IT introducendo il concetto di Service Life Cycle differentemente dalla v2 strettamente focalizzata sui processi. Questa impostazione, porta il dipartimento IT a focalizzare la propria attenzione sul valore che i servizi portano al Business dell’azienda o in generale del committente.

I 5 Core Books sui quali è basata ITIL v3 sono sono suddivisi uno per ogni fase del ciclo di vita del servizio:

  • Service Strategy: ovvero la definizione della strategia IT rispetto al Business
  • Service Design: quindi la fase progettazione del servizio
  • Service Transition: erogazione del servizio
  • Service Operation: manutenzione e gestione del servizio
  • Continual Service Improvement: miglioramento continuo del servizio in tutte le fasi del ciclo di vita

Una cosa da tenere assolutamente in considerazione nell’utilizzo di ITIL è che lo stesso non è uno standard, ciò vuol dire che mantenere le linee guida proposte non vuol dire non poterle “adattare” alle proprie strutture organizzative.

Approfondimenti:
http://www.itil-italia.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/ITIL
http://www.itsmfi.org/content/introductory-overview-itil-v3-pdf
http://www.isacaroma.it/pdf/080131/ITL-Renna-31.01.08.pdf